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E se Napolitano fosse "un salvatore della Patria"?
E se tutti gli insulti e gli improperi che stanno arrivando al Capo dello Stato dopo l'approvazione del decreto "salva-liste" fossero ingenerosi? E se Napolitano, venerdì notte, avesse deciso di firmare perché realmente aveva percepito il pericolo che la situazione potesse rapidamente e pericolosamente precipitare? Parlare di golpe, in Italia, nel 2010, fa sorridere certo, ed è probabile che questa firma sia arrivata per le cause già denunciate dai partiti democratici: sostanziale incapacità del Capo dello Stato a mantenere la barra dritta sul rispetto della Costituzione e dello Stato di diritto di questo Paese. Però segnali di pericolo, di tensione, di nervosismo - messaggi tra le righe, detto non detto, ne sono passati parecchi in quest'ultima settimana. Dalla definizione di "pasticcio" data da Napolitano pochi giorni dopo il non accoglimento delle liste PDL nel Lazio,alla richiesta di "condivisione" di tutte le forze politiche di un eventuale decreto (poi diventato per licenza poetica, "interpretativo"); dalle minacce sciocche di alcuni parlamentari - Stracquadanio, Cicchitto, Capezzone - a quelle ben più preoccupanti del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, capo delle forze armate; dallerisposte on line date dal Presidente della Repubblica alle contestazioni sulla firma del decreto, dove si sottolinea il "teso incontro di giovedì sera" e "l'acuirsi di tensioni politiche e istituzionali", alla denuncia di queste ore del Consiglio superiore della Magistratura sull'ingerenza del Premier (citato personalmente!) nell'operato dell'istituto. E se Fini, quando afferma che questo decreto è "il male minore" non si riferisse alla non presentazione delle liste PDL nel Lazio quale male maggiore? Forse è solo fantasia, o forse fra qualche anno, a mente fredda, ringrazieremo il lavoro del Capo dello Stato e gli riconosceremo la capacità nell'aver abbassato la temperatura in un momento fortemente drammatico per la democrazia italiana. E magari scopriremo che in parte lo dobbiamo anche al lavoro diplomatico di personaggi del PD come il semisconosciuto ai più Umberto Ranieri - vero e proprio anello di congiunzione tra Partito Democratico e Quirinale, e che risulta improbabile non abbia per nulla partecipato all'elaborazione della soluzione salva-liste, visti i tentativi unificanti e inclusivi che questo Presidente della Repubblica ha sempre promosso. Una cosa è certa: questa maggioranza, questo Governo, questo premier, stanno umiliando le più alte istituzioni di questo Paese: dagli insulti quotidiani alla magistratura, tanti e tali da provocare la reazione formale del Csm, all'approvazione di decreti sbugiardati da tribunali regionali che di certo non fanno fare una bella figura al Quirinale e alla sua tanto decantata equipe di costituzionalisti.
http://massimomarini.blogspot.com
inviato il 10/03/2010 da massimomarini› commenti
e se berlusconi fosse una brava persona? forse il capo dello stato dovrebbe impedire le leggi dell'ultimo minuto fatte solo per salvare il controllo del partito di berlusconi sulle regioni, chissà perché Napolitano non firma mai leggi che possano agevolare i giovani a trovare un posto di lavoro stabile...mah
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